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Aprile 2019

I principali trend Fintech 2019

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Il 2018 è stato l’annus mirabilis del fintech. Il settore ha raggiunto un nuovo record assoluto in termini di volume e numero di investimenti, raccogliendo, grazie al venture capital, quasi 40 miliardi di dollari a livello globale.
Nel 2019 assisteremo ad un progressivo sviluppo di questo trend espansivo che rappresenta una nuova sfida da raccogliere per le aziende che vogliono imporsi come protagoniste del nuovo modo di vivere la finanza.

Qualche dato

I dati contenuti nel report “2019 Fintech Trends to Watch”, elaborato dalla società di analisi di mercato CB Insights, confermano come il 2018 sia stato un anno da record per il settore. Sono stai raccolti 39,57 miliardi di dollari (+128% sull’anno precedente) distribuiti su 1700 contratti (+15%) e 1463 startup a livello globale, con oltre 50 investimenti superiori ai 100 milioni di dollari di valore.
Dallo studio di CB Insights emerge in modo inequivocabile la crescita esponenziale degli investimenti del settore a livello mondiale. Se nel 2014 non raggiungevano i 9 miliardi di dollari e nel 2017 erano scesi a 18 miliardi rispetto ai 19,3 del 2016, lo scorso anno sono più che raddoppiati sfiorando i 40 miliardi.


Il continente che nel 2018 ha fatto registrare la crescita più sostenuta rispetto al numero di contratti è l’Asia (+38 %) e un livello record di raccolta di 22,65 miliardi di dollari su 516 accordi. Gli Stati Uniti rimangono comunque il primo mercato, con 659 investimenti per un finanziamento complessivo che raggiunge gli 11,89 miliardi di dollari, nuovi massimali su base annuale.
Riguardo alle economie emergenti, il Sud America sempre nel 2018 ha esercitato una forte attrattiva sugli investitori, nonostante i conflitti sociali, politici e monetari che hanno interessato l’intera regione. Sono stati conclusi 55 affari per un valore totale di 540 milioni di dollari, entrambi rappresentano un nuovo record annuale. NuBank, con sede in Brasile, è diventato il primo unicorno (startup che ha superato il miliardo di dollari di capitalizzazione) dell ‘America meridionale e ha chiuso il 2018 con un investimento di 90 milioni di dollari di Tencent.
Infine in Europa, se pur a fronte di una diminuzione del numero totale delle operazioni, sono stati investito oltre 3,5 miliardi di dollari, un record per il Vecchio Continente.

Espansione globale

Dopo gli anni di predominio americano, il mercato fintech sta evolvendo anche a livello di distribuzione geografica con l’aumento di accordi, startup e investitori al di fuori dei mercati principali (Stati Uniti, Gran Bretagna e Cina). Difatti più di un investimento su tre in startup fintech avviene ormai fuori dai confini di questi Stati, in Paesi che negli ultimi anni si sono trasformati da realtà marginali per lo sviluppo del settore in poli di innovazione tecnologica in ambito finanziario.
Un esempio rappresentativo di questo trend è il Sud-Est asiatico che viene definito dal CB Insights come un vero e proprio “focolaio” per le imprese ad alto contenuto tecnologico impegnate nel settore finanziario.

Transazioni economiche digitali: verso l’indipendenza dal contante

Secondo il report, le attività delle società cinesi WeChat Pay e Alipay rappresentano il primo passo verso “un’economia sempre più indipendente dai contanti” nel Paese del dragone. Il sistema di pagamenti tramite app e mobile è passato da transazioni per un valore pari a un trilione di dollari nel 2015 a transizioni per 15,5 trilioni nel 2017.


Questa tendenza sembra interessare anche l’America Latina, con il leader del commercio elettronico latino-americano MercadoLibre, in forte espansione nei pagamenti tramite codice QR. Il colosso e-commerce inoltre, ha ampliato l’offerta dei suoi servizi gestendo un’attività di prestito ai venditori e un fondo di investimento per titoli a breve scadenza ad alto rendimento. Il fatturato del portafoglio mobile di MercadoLibre è stato valutato in 2 miliardi di dollari.
Anche in Giappone, Paese tradizionalmente legato all’uso del contante, si registra questa apertura nei confronti dei pagamenti digitali. Qui Line, la principale app di messaggistica del territorio, sta spingendo verso i pagamenti mobile riscontrando una risposta più che positiva dato il numero crescente di esercenti che accettano la LinePay, piattaforma proprietaria dei pagamenti elettronici. La società giapponese ha iniziato ad espandersi in altre attività finanziarie, tra cui la gestione patrimoniale e il settore assicurativo.
Nel Sud-Est asiatico due dei principali attori tech dell’area, hanno ampliato le proprie piattaforme digitali implementando l’offerta con servizi finanziari, attraverso un processo di acquisizione di alcune startup fintech già operanti sul territorio e tramite l’avvio di partnership con aziende di social landing (prestito tra privati), per espandersi anche nel settore del credito.

Democratizzazione degli investimenti

L’analisi degli scenari previsti nel corso del 2019 da CB Insights, indica gli sforzi del mondo startup fintech nell’ampliamento della propria offerta di servizi finanziari. Attraverso la creazione di nuovi asset che intercettano i bisogni di una clientela giovane, queste società innovative stanno democratizzando quegli investimenti storicamente integrati nelle offerte rivolte ad una fascia ristretta della popolazione, proprie della finanza tradizionale.

Una duplice sfida per il 2019

In questo 2019 le aziende fintech saranno impegnate in una doppia sfida: aumentare l’offerta di servizi a disposizione degli utenti e accrescere la propria presenza internazionale. Potranno perseguire questo obiettivo attraverso accordi collaborativi con le banche ed altre piattaforme digitali, approfittando di una legislazione favorevole e di una crescente fiducia degli investitori.

AI & Travel, un binomio vincente.

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Negli ultimi anni il settore alberghiero europeo è stato oggetto di importanti cambiamenti. Reti Peer-to-Peer, siti, community e portali di recensioni hanno permesso ai clienti di esprimere liberamente la propria opinione – nel bene o nel male – rendendo il business sempre più competitivo.

Tuttavia, negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (AI), combinata con l’apprendimento automatico e l’elaborazione simbolica, ha generato nuove opportunità nel settore e ha trovato applicazione nello snellimento dei processi aziendali, nella gestione della reputazione del marchio e nella personalizzazione dell’esperienze dei clienti.

Ecco cinque esempi di come l’implementazione dell’intelligenza artificiale nell’industria alberghiera europea ha apportato migliorie significative in termini di redditività e soddisfazione del cliente.

1 – Analisi semantica e scienza dei dati

Travel Appeal, è una startup che ha ideato il TAI ( Travel Appeal Index), un algoritmo che raccoglie e interpreta l’enorme quantità di dati relativi al settore alberghiero e turistico. Questo avviene analizzando con tecnologia semantica le informazioni disponibili sul web che vengono sintetizzate, elaborate e trasformate in suggerimenti intelligenti e soluzioni pronte all’uso per le strutture ricettive. Ciò consente al gestore di comprendere in che modo la propria struttura viene percepita su Internet, evidenziando critiche e punti di forza e individuando gli interventi necessari per migliorare il servizio e l’attrattiva della propria offerta.

2 – Sistema di raccomandazione per la pianificazione dei viaggi

Gilad Berenstein, imprenditore, fondatore e CEO di Utrip insieme al suo team ha sviluppato uno strumento online che consente ai viaggiatori di creare rapidamente il loro itinerario perfetto. Il potente algoritmo di intelligenza artificiale di Utrip ordina milioni di potenziali combinazioni di hotel, siti, attività e ristoranti sulla base del budget e delle preferenze espresse dal viaggiatore, attingendo da un vasto database di informazioni di viaggio. L’approccio per big data di Utrip considera anche fattori critici come la stagionalità e la logistica.
In pochi minuti l’algoritmo fornirà all’utente un itinerario completo del viaggio suddiviso giorno per giorno e integrato con le mappe.

3 – Smartphone e Robot

Gli hotel stanno facendo a meno delle reception. Gli ospiti possono ora effettuare il check-in e persino sbloccare la propria camera utilizzando lo smartphone. L’eliminazione di un impiegato presso la reception riduce i costi e aumenta i profitti. Anche i robot ormai possono svolgere le operazioni di supporto al check-in/check-out e fornire il servizio in camera. CNN Travel ha annunciato che il primo mini robot umanoide di nome Mario ha lavorato in un hotel Marriott a Gent, in Belgio nel giugno del 2015. Funziona come un receptionist, parla 19 lingue, utilizza software di riconoscimento facciale e ha due videocamere in grado di archiviare i volti dei clienti per sei mesi.
Il Marriott ha registrato un aumento del 5% della soddisfazione degli ospiti nello stesso mese in cui è stato utilizzato il robot.

4 – Assistente personale intelligente

L’ Hotel Clarion di Stoccolma è stato il primo hotel al mondo a fornire ai propri ospiti un assistente personale intelligente che si controlla mediante comandi vocali. Il chatbot è basato su Alexa, l’assistente personale sviluppato da Amazon ed è stato perfezionato e potenziato con funzioni specifiche per l’hotel. Questo sistema integrato di intelligenza artificiale può svolgere compiti quali: svegliare gli ospiti al mattino, ordinare un taxi, far ascoltare la musica che si preferisce, cercare informazioni su internet, informarsi sulle previsioni meteorologiche, regolare l’illuminazione della camera e richiedere il servizio in camera.
Il risultato sono recensioni entusiastiche che generano più visite e quindi maggiori entrate.

5 – Visione artificiale e apprendimento simbolico

Monugram è un’app ideata da un gruppo di studenti universitari italiani e viene chiamata “lo Shazam per i monumenti”. Facendo i turisti in una città che non si conosce spesso capita di vedere particolari monumenti, ma senza cartelli illustrativi che li spieghino. Grazie a questa applicazione basterà scattare una foto al monumento che ha catturato la nostra attenzione e poi potremo sapere la sua storia. Leggendola, in italiano e in inglese, direttamente dallo schermo del nostro smartphone. Il sistema sfrutta una complessa tecnica di riconoscimento mediante la visione artificiale, una componente dell’apprendimento simbolico dell’IA, per raccogliere e trasformare i dati provenienti dalla fotocamera dello smartphone.
L’app è perfetta da consultare come una guida turistica sempre a portata di mano.

Storie di successo che, siamo pronti a scommetterci, saranno affiancate da nuovi servizi e applicazioni di queste tecnologie che permetteranno alle società impegnate nel settore dell’ospitalità di conquistare un vantaggio competitivo e prosperare in un mercato affollato e in continua evoluzione.

Per questo chi oggi opera in questo settore deve necessariamente guardare con grande interesse a questi servizi e ai loro sviluppi futuri.