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settembre 2018

Agcai: appello al governo, un nuovo contingentamento per salvare 5.000 imprese italiane di gestione awp e 150.000 lavoratori

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“Bloccare il numero di apparecchi Awp a 260.000 e non il numero di nulla osta con un nuovo contingentamento”.

E’ la posizione dell’associazione di gestori e costruttori di apparecchi da intrattenimento AGCAI che si rivolge al governo per trovare una soluzione che non metta a rischio migliaia di aziende

“Attuare un contingentamento che preveda un numero massimo di apparecchi in ogni locale pubblico affinché non si sfori il numero totale di apparecchi su tutto il territorio nazionale prefissato.
Giusto per sintetizzare: se in un comune esistono 30 locali pubblici e 2 sale gioco e l’obiettivo del contingentamento è 50 apparecchi, basterebbe contingentare ad un massimo di 3 apparecchi per bar e ad un massimo 10 apparecchi per sala per avere un contingentamento massimo di 50 apparecchi.Questo non vuol dire che gli operatori debbano avere a disposizione solo 50 nulla osta. Possono richiedere ai Monopoli più di 50 nulla osta, o per ragioni di concorrenza o perché hanno deciso di dismettere gli apparecchi con relativo nulla osta da un concessionario e aver contemporaneamente richiesto ad un altro concessionario lo stesso numero di nulla osta per il relativo spostamento dei propri apparecchi da un concessionario ad un’altro.

Ma facendo tutto ciò, gli apparecchi comunque non saranno mai più di 50. Riattivando questo sistema da sempre esistito, si eviterebbe di far chiudere 5.000 aziende di gestione accreditate dai Monopoli, che da ormai più di 14 anni lavorano in questo settore a totale beneficio delle multinazionali che si sono impadronite di molte concessionarie italiano: attraverso il blocco dei nulla osta stanno espropriando i gestori del loro apparecchi costringendoli alla chiusura totale.

Questo governo non può permettere tutto questo e quindi intervenga attraverso il nuovo direttore dell’Agenzia delle Dogane Dott. Benedetto Mineo per porre fine a questo scempio applicando un nuovo contingentamento con tutti i dati in loro possesso”.

Il paradosso del Decreto Dignità. Minore sicurezza per i giocatori e campagne di marketing più aggressive.

By | Gaming | No Comments

Niklas Lindahl, Country Manager di LeoVegas per l’Italia, torna ad esprimersi sugli effetti del Decreto Dignità entrato in vigore da qualche mese, evidenziandone limiti e contraddizioni in una intervista rilasciata a Gambling Insider.
Il Decreto prevede il divieto totale alla pubblicità sul Gioco, tuttavia afferma Lindahl “chiunque abbia un contratto in vigore può continuare a fare adv fino a luglio del prossimo anno. Tuttavia, la decisione prematura di Facebook e Google di vietare nei propri canali la pubblicità al Gioco è stato un grosso colpo per l’industria. Ciò avrà un impatto piuttosto significativo sul marketing per qualsiasi operatore, perché è fondamentale per i bookmaker raggiungere i propri fan attraverso Facebook.

È stata, da parte di Google e Facebook, una mossa prematura e inutile, perché la pubblicità avrebbe potuto continuare fino all’estate del prossimo anno. Il governo voleva ridurre la pubblicità ma, a causa della finestra di opportunità, tutti gli operatori ora cercano di commercializzare in modo più aggressivo possibile, quindi in realtà il marketing sembra essere più intenso ora rispetto a prima del divieto.
LeoVegas per questo ha deciso di destinare parte del proprio budget di marketing alla promozione del gioco responsabile, come successo in occasione dell’inizio della Serie A con la campagna Gioca per Gioco.

Il problema è questo, l’Italia in realtà consente il Gioco d’azzardo e il Gioco. Gli operatori possono anche richiedere licenze. Quindi da una parte dicono che il gioco è legale e che puoi acquistare una licenza, ma dall’altra dicono che non puoi promuovere la tua attività. In che modo i nuovi operatori saranno in grado di penetrare nel mercato italiano? È impossibile, perché puoi comprare una licenza sì, ma senza marketing, come puoi crescere? È anche contro la legge dell’Unione Europea, la legge che garantisce la libertà di concorrenza, il libero commercio e la concorrenza. Altri paesi stanno guardando l’Italia come un cattivo esempio in questo momento.

In LeoVegas stiamo lavorando a livello di Unione Europea.

Abbiamo presentato un reclamo e la Commissione Europea sta lavorando a questa richiesta, perché il decreto ha violato diverse leggi dell’Unione Europea. Siamo fiduciosi che l’UE si sieda e parli con il Governo italiano segnalando che la norma non può restare in vigore e va rimossa. Prima o poi verrà un nuovo governo. Abbiamo parlato con l’opposizione che ritiene questa nuova legge completamente fuori luogo, quindi speriamo che quando arriverà un nuovo governo, calibreranno questa norma con una legge più sensata.
Ritengo che gli operatori con licenza abbiano la responsabilità di prendersi cura dei giocatori e di commercializzare i giochi in modo responsabile. Guardiamo al Regno Unito come un esempio. Standard più severi, come quelli suggeriti dalla Gambling Commission ci permettono di migliorare e operare nel modo più giusto.

I giocatori continueranno a giocare. Basta guardare il divieto di alcol negli Stati Uniti dove le persone hanno continuato a bere trovando modi alternativi per farlo. È la stessa cosa con il Gioco.
L’Italia è un mercato fiorente, gli italiani continueranno a giocare d’azzardo. Avranno solo più difficoltà a trovare i siti giusti.

Il tutto a rischio dei giocatori vulnerabili che potrebbero finire su siti illegali che non si interessano alla loro tutela”.